L 'arte del saper fare, con le mani, nella bella Fabriano

Avete mai pensato ad un artigiano senza che nella mente per un attimo non lo abbiate associatoad una sensazione olfattiva?
Quando andavamo a scuola per i vicoletti della bella Fabriano, si sentiva l'odore del fornaio, della colla del calzolaio o l'odore del ferro e legna bruciata del fabbro, lì in via della Portella…ve lo ricordate Micci? https://www.youtube.com/watch?v=hHAR6-ImiJc
Ma c' erano alcuni artigiani di cui non ricordiamo più gli odori e facilmente li dimentichiamo pur essendo associati a momenti speciali della nostra vita: ricordate quando avevamo finalmente la bici senza rotelle e si andava da Petruio e cominciavamo a sentire l' odore degli oli e dei copertoni.
E dai cartai che ben conoscono la sensazione del freddo dell´acqua sulle mani e l' odore degli stracci vecchi e della cellulosa.
Poi, sotto la volta medievale vicino al piede del Loggiato di San Francesco si andava a trovare Angelo documentario di Fabriano intento nella sua opera all'interno del laboratorio orafo.
L' Orafo che fa brillare l' oro con la fusione sprigionandone ’”aroma” e poi ne inventa la forma, il tavolo da lavoro, le strane macchine di ferro antico, i bozzetti dei progetti a matita.
Spesso associo il profumo degli artigiani all´amicizia.
La bella Fabriano è anche questo, gli odori dell’artigianato.
E voi? Qual è il profumo che scatena ricordi alla parola Artigiano?
Scritto al banco, in Via Beniamino Gigli 27 a Fabriano. Se vuoi vederlo dal vivo, passa: teniamo il pezzo da parte.



































