L’orologiaio e il cappellaio matto: tra bizzarrie e professionalità

La figura dell’orologiaio viene spesso rivestita da un’aura magica quasi favolistica ma sempre associata a comportamenti eccentrici.
Forse perché l’orologiaio vive quasi isolato dal mondo in mezzo a meccanismi e ticchettii di cui solo lui conosce le funnzioni. Nella realtà l’orologiaio è un misto di ingegnere, meccanico e fabbro.
Eppure l’orologiaio è la figura professionale che si occupa di eseguire, utilizzando prodotti e strumenti speciali, l’accurata pulizia e manutenzione di orologi, sveglie, pendole e cronometri e/o di sostituire le parti mal funzionanti e quindi ha a che fare con la precisione e deve avere equilibrio quotidiano nel manipolare piccolissimi componenti.
All’inizio della sua storia costruiva gli ingranaggi di grossi orologi e lavorava nella fucina dei fabbri, dove realizzava fantastici e spesso anche artistici meccanismi che spesso ancora vivono nei campanili o torri cittadine tramandate dal tempo. Il fascino della sua figura misteriosa si alimenta proprio nei secoli bui in cui vengono costruiti i primi orologi meccanici, secoli in cui la conoscenza veniva associata alla magia.
Ricordiamo infatti che l’orologiaio deve avere una serie di competenze che dal 1200 in poi erano di "competenza" degli alchimisti.
Ma quali sono queste misteriose competenze dell’orologiaio?: conoscenza della micromeccanica e della meccanica di precisione, della matematica applicata all’orologeria, conoscenza dei materiali e degli strumenti per la costruzione di prodotti da orologeria e delle tipologie e delle tecniche di costruzione. Capacità di diagnosticare difetti e malfunzionamenti e di intervenire con la loro sostituzione o il loro ripristino. Capacità di smontare e rimontare i meccanismi di movimento degli orologi e di ricostruire componenti fuori produzione o ricambi esauriti.
Nei secoli la letteratura ha contribuito poi ad associare la follia del tempo alla stravaganza dell’orologiaio, quasi custode del Tempo, ecco perché spesso il cappellaio Matto viene associato a questa figura.
Il cappellaio matto è un personaggio enigmatico e fuori dagli schemi. Spesso associato alla follia, il cappellaio matto rappresenta un mondo di pensieri irrazionali e di comportamenti eccentrici che dice ad Alice di parlare con il Tempo e quindi il suo orologio non segna le ore ma i giorni del mese.
Il significato simbolico di questa connessione, potrebbe rappresentare la lotta tra il tempo che scorre inesorabilmente e la bizzarria che sfida la razionalità.
La figura dell’orologiaio custode del tempo e del cappellaio matto sovversivo del tempo, influenzano la nostra percezione del tempo e dell’eccentricità anche nella vita reale: il tempo sembra dilatarsi o contrarsi a seconda delle nostre emozioni e l’eccentricità come una forma di ribellione contro la rigidità del tempo.
L’orologiaio e il cappellaio matto sono dunque due figure che si intrecciano in modo affascinante nel mondo della letteratura e dell’immaginazione. Rappresentano il concetto del tempo e della follia, due elementi che spesso si influenzano reciprocamente. Entrambe dominano i poteri del tempo uno attarverso la disiplina meccanica e rigida degli ingranaggi degli orologi, l’altro attraverso la magia della conoscenza di tutto ciò che contiene il flusso del tempo.
Mentre queste due figure continueranno ad affascinarmi, continuerò a cercare quella dose di bizzaria fra l’odore degli oli di un laboratorio di un orologiaio che chino sul suo banco con un piccola magia rianima il mio orologio di tempo e di vita.
Una dose di eccentricità anche nell’ Oro e Il Tempo della Rossi Gioielleria che ha saputo coniguare l’evoluzione del laboratorio adattandolo alle esigenze del tempo con precisione e competenza anche nella scelta dei Brand di orologeria presenti nei loro negozi e che allo stesso tempo tiene testa alla folle mode che il tempo coniuga all’infinito.
Scritto al banco, in Via Beniamino Gigli 27 a Fabriano. Se vuoi vederlo dal vivo, passa: teniamo il pezzo da parte.
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